…A Milano era una prassi consolidata la consegna delle chiavi della città ai potenti da parte di nobili….. La Cascina Corio sorta nel 1400 nell’area detta “ dei Tre Castelli” era stata costruita in posizione strategica, all’intersezione tra il sistema difensivo visconteo - sforzesco della città e il sistema daziario. Nel 1702 Filippo V di Spagna ricevette per l’ultima volta l’omaggio dei milanesi, poi, il Principe Eugenio dopo aver vinto la battaglia di Torino contro i franco – spagnoli, (nella villa di Robarello, proprietà dei nobili Durini feudatari di Monza), prese in consegna le chiavi della città e Ducato di Milano per conto di Giuseppe I imperatore d’Austria.… Dai Durini ai Sangiuliano e poi allo statista filantropo Giacomo Mellerio, la villa cambia con la città…
Mellerio morì senza eredi e la villa fu comprata dalla famiglia di Luca Beltrami, architetto, artista, giornalista, uomo politico, ricostruttore dei più prestigiosi monumenti tra cui il Castello.

Ai discendenti Beltrami – Gadola tocca l’onere di una valorizzazione filologica degna del loro avo, considerando che tutto il complesso è monumento nazionale per la legge 1089/39
 
 
 

Nel 1400: casa di Giovanni Antonio Corio, capitano della guardia ducale. Il palazzo ospita, come consueto all’epoca delle Signorie una chiesetta interna con lampada perenne, dedicata a S. Silvestro papa.
Nel 1500: Giovan Angelo Corio, impresario dei navigli Grande e Bereguardo, nonché del transito del sale; poi ambasciatore nel Concilio di Trento presso l’imperatore Carlo V. Bernardino Corio è noto storico alla corte di Ludovico il Moro.
Nel 1600: per mancanza di eredi la cascina passa alle monache di S. Maria Valle, più tardi ai nobili Durini di Monza. Questi acquisirono anche altre due ville - al Robarello e a Lorenteggio - contrassegnando la triade edilizia con opere in stile seicentesco. È in questo periodo che viene potenziata l’attività agricola rispetto a quella esattiva per cui si costruisce tra l’altro il grande cortile “ad elle” con fienili e stalle su cui s’affaccia il bellissimo portico a colonne binate.
Nel 1700: da giovane, papa Clemente XIV predica nella cappella di S. Silvestro, che in seguito verrà dedicata alla Madonna del Rosario e dotata di privilegi di culto ed indulgenze per i frequentatori. Alcune targhe marmoree ed altri arredi provenienti dalla chiesetta sono custoditi presso la chiesa di S. Silvestro a specchio del Naviglio, insieme all’archivio storico parrocchiale.
Nel 1800, inizi secolo: con l’avvento di Bonaparte e della Repubblica Transpadana, il nuovo proprietario, Conte Mellerio, partecipa al governo provvisorio della città . Con la restaurazione, Mellerio diventa un grande benefattore, donando ospedali, la porta centrale del Duomo, terre alla Chiesa eccetera. Già nel 1814 aveva fatto erigere a sue spese la chiesa neoclassica a specchio sul Naviglio. Nel 1816 divenne Cancelliere a Vienna per l’Italia.                                                                                     
Subentra infine la famiglia di Luca Beltrami, celebre architetto, parlamentare e giornalista, costruttore del castello Sforzesco, nonché di molti edifici pubblici e privati, vero re-stylist della città ottocentesca.
Nel 2005: la proprietà era divisa al 50% tra la famiglia Beltrami – Gadola e il Comune di Milano.
Nel 2006: la famiglia Casassa di Torino acquisisce l’intera proprietà al fine di restaurarla e restituire a questo sito storico luce e vita.
L’Impresa Arcas facente capo alla stessa famiglia Casassa, si sta occupando del restauro sotto l’occhio vigile e attento della Soprintendenza delle Belle Arti in persona dell’Architetto Corrieri, il quale, si confronta quotidianamente con l’Architetto nonché progettista Leonardo Fiori, per mantenere, il complesso come fu eretto nel corso dei secoli.

I soffitti in legno travi a vista o a cassettoni, le pavimentazioni esterne in cotto, il giallo Milano degli intonaci, il grigio Milano dei serramenti insieme ai tetti in coppi mattoni a vista e legni, grandi spazi a giardino,  saranno la connotazione dell’opera finita.

 
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